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Uno dei privilegi del lavoro in team è quello di poter condividere gli universi delle persone che ti sono accanto.

A breve il TEDxMestre avrà sul palco Serenella Antoniazzi, Project Coordinator di Eurising, la rete della quale facciamo parte.

Ma chi è Serenella Antoniazzi?

Si potrebbe dire che Serenella è l’Italia, quella più vera, che conosce il peso della storia che si porta sulle spalle, che alle economie antepone le persone e “la persona” nella sua etica e nella sua libertà.
Serenella appartiene a quella schiera, enorme, di persone che non hanno paura di lottare e di innovare passando per il sociale ed il benessere della comunità.

Da “Io non voglio fallire” di Serenella AntoniazziElisa CozzariniEdiciclo Editore

Per Serenella il lavoro è tutto. Già da bambina gioca tra le mura del capannone costruito da suo padre, mattone su mattone; a sedici anni comincia a lavorare nell’azienda di famiglia, archiviando le aspirazioni personali; maggiorenne si ritrova con cinquanta milioni delle vecchie lire in cambiali, proprietaria a metà della ditta. L’impresa – una piccola azienda che si occupa della levigatura del legno – cresce progressivamente.Nel 2008 si avvertono i primi sentori della crisi, ma la ditta resiste: attinge ai risparmi, mantiene i posti di lavoro. Nel 2011 importanti commesse da parte di un grosso committente portano nuova linfa e fanno girare la produzione. Nel 2012 l’amara sorpresa: un’enorme mole di lavoro, già fatto e consegnato, non viene pagata. Si innesca un meccanismo perverso di insoluti, posticipi, acrobazie bancarie. Dopo qualche mese Serenella, disperata, scrive a un quotidiano locale: cerca aiuto, l’appoggio di qualcuno, di enti, istituzioni, associazioni. La sua lettera è ripresa da la Repubblica e colpisce l’attenzione di un imprenditore che aveva appena vissuto un’esperienza analoga. Questi chiama Serenella, la conforta. Sarà lui a impedirle un gesto estremo quando lei scoprirà di essere creditrice di un’azienda improvvisamente fallita, che non la pagherà mai più. Serenella non si arrende, riconsidera la sua vita, si stringe attorno ai familiari e ai dipendenti e trova il coraggio di lottare. Coinvolge altri fornitori nelle sue stesse condizioni in un’azione giudiziaria collettiva il cui esito è ancora tutto da scrivere. Piano piano ripaga i debiti, lavorando senza sosta, con la ferma intenzione di non voler fallire.

 

Da TedxMestre

Serenella scrive un diario degli eventi che diventa un libro (“Io non voglio fallire” NuovaDimensione Editore). Questo diventa occasione per un confronto con le Associazioni di categoria e con la politica, così ne nasce un “Fondo per le vittime di mancati pagamenti per dolo di terzi” che il Ministero dello Sviluppo Economico, con il supporto di quello dell’Economia, istituiscono in Legge di stabilità 2016. Analogo Fondo viene creato dalla Regione del Veneto, una delle più colpite dalla crisi delle imprese. Serenella continua e diviene fautrice del rilancio di un’Associazione di promozione sociale, “La stanza delle idee”, che si occupa dei piccoli imprenditori in crisi e delle loro famiglie. Oggi Serenella si occupa di aiuti alle imprese, di sociale, di progetti a tutela delle donne, di valorizzazione territoriale, entrando nel cuore dei programmi; di recente ha fatto parte del team di lavoro che ha presentato la candidatura del Cadore a Capitale delle Cultura italiana 2020. È inoltre promotrice e membro del Comitato Tecnico Scientifico di un innovativo percorso di formazione per imprenditori: “Impresa bene comune”.