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Sogno… Basta un sogno per cambiare il mondo.

Ma di cosa è fatto il sogno?

Cosa c’è dentro ad un sogno che noi non riusciamo a vedere, sentiretoccare?

I sogni prendono forma di notte, o almeno questo è quello che ci viene da pensare subito, poi in realtà, a pensarci bene, a fermare la mente un attimo, ci ricordiamo che spesso il sogno è quasi il riassunto degli ultimi giorni, il film criptico delle emozioni che ci vestono durante il giorno. Ed è proprio il puzzle che formiamo nel tempo che spesso ci racconta i bisogni che guardiamo ma non vediamo, che sentiamo ma non ascoltiamo.

E cosa c’è che non vediamo?

Spesso è nei nostri stessi sogni che non vediamo il tempo che scorre sui nostri visi e sulle scarpe sempre più grandi dei nostri figli. Un tempo che ci lascia fermi in una cabina di vetro nella folla impazzita della Domenica, una stanza trasparente dalla quale osservare le espressioni avvincenti di chi il tempo non lo saluta. Un tempo specchio che ci riflette e al quale noi non doniamo riflessioni rispetto alla nostra corsa solitaria che lascia a casa il compagno più prezioso… Il tempo.

Cosa non sentiamo?

Nei sogni ci sono grida senza suoni, dialoghi senza voci e bocche dalle labbra cucite, probabilmente perché nel porgere gli occhi a chi ci abita accanto, che sia affitto di minuti o di anni, regaliamo immagini sfocate di labbra in movimento dai concetti sordi. Troppo impegnati come siamo a rimpilzare l’ego del nostro ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’universo, dimentichiamo di donare il tempo all’ascolto dei bisogni di chi raccontiamo in poesie mai scritte, su fogli mai comprati per paura di dover ascoltare la voce più potente e paurosa di tutte… Quella del cuore.

E cosa non tocchiamo nel sogno?

Paurosi, pieni di brividi tellurici che mettono in pericolo l’equilibrio tettonico di placche emotive solo apparentemente solide. Insensibili al tatto, di mani che si sono addormentate al calore opaco di sicurezze digitali, lasciando formicolii fastidiosi al calore umano che non odora più di realtà. E ci vorrebbe più tempo, per abbracci analogici che spesso chiediamo solo quando è troppo tardi, baci carnali che agogniamo solo dopo aver perso tutto. E quando è tardi ci accorgiamo di non aver toccato la persona, da tanto, troppo tempo.

E allora, di cosa son fatti i sogni?

Nei sogni c’è il nostro tempo, vero o quantico che sia, attimi carichi di sapere accumulato, emozioni da domare, parole da collocare nei cuori e nelle menti giuste. Tempo, che liquido ci attraversa la vita e gli occhi, le mani e le gambe in movimento tra realtà e mondi onirici. Forse son fatti di tempo, quel tempo che vive puro nell’attimo prima di un abbraccio d’amore, e nelle lacrime lucenti lasciate sulle spalle di chi si slaccia da un abbraccio che profuma d’eterno.

Ne basta uno per cambiare il mondo, il sogno che nasce o diventa verità, nel calore di un abbraccio.

Max

 

#TeamMarea